Profilo formativo
Percorso formativo sviluppato in tema di terrorismo quale specializzazione di una parallela attività lavorativa avviatasi nel 1996 con l'ingresso nelle fila della Polizia di Stato. Dopo i corsi tradizionali di addestramento è iniziata la qualificazione e la specializzazione sia sotto l'aspetto "operativo" che teorico su: guida di livello superiore; Sistema di Indagine, specificamente quello riguardante il Modello Indagine Polizia Giudiziaria, quello contro le minacce N.B.C.R. (nucleare, biologico, chimico, radiogeno), quello concernente la Polizia di prossimità. In contemporanea la professionalizzazione ha seguito un percorso teorico di carattere universitario e direttamente in attività di analisi e ricerca: laurea in Sociologia (vecchio ordinamento) presso l'Università "La Sapienza" di Roma e, presso la Facoltà di Medicina, Master di secondo livello in Scienze Forensi (Criminologia, Investigazione, Security, Intelligence). La tesi di laurea è stata discussa sulla base di uno studio sociologico sugli operativi e sui teologi del terrorismo internazionale di matrice islamica, con una particolare attenzione al concetto di devianza, presso la cattedra di criminologia. Tale lavoro ha ricevuto un riconoscimento vincendo un premio letterario dal nome "Premio Giovanni Palatucci". Anche gli studi al Master sono stati rivolti al terrorismo internazionale, ma questa volta sono stati indirizzati sulle strategie messe in atto e su azioni di contrasto. La preparazione sulla devianza è stata ulteriormente arricchita da un corso di nove mesi in Scienze Psicologiche e Analisi delle Condotte Criminali, oltre a una serie di convegni e seminari di aggiornamento sui risultati della comunità scientifica e sulle nuove problematiche. La preparazione sulle tecniche di strategia ed intelligence è avvenuta grazie anche ad un corso di cinque mesi su “Intelligence and Security: Analysis and risk assessment”. Questo doppio binario lavoro/studio è sfociato in lavoro/ricerca che ha consentito un arricchimento sotto diversi punti di vista, fino ad una sperimentazione diretta delle teorie studiate in criminologia. Attualmente svolge un Dottorato di Ricerca in Scienze Forensi presso l’Università “Tor Vergata” di Roma, dove sta sperimentando una nuova metodologia nell’analisi delle azioni devianti nelle organizzazioni complesse (terroristiche). È ricercatore presso il Ce.A.S. dove attualmente dirige una serie di attività sperimentali sulle varie tematiche che concernono il terrorismo ed è parte integrante dello staff che si occupa della realizzazione di corsi di formazione di livello superiore. È consulente ricercatore presso la società C-Cube s.r.l. dove supervisiona tutta l’attività riguardante le tematiche legate al terrorismo.
Training Profile
My research interest in Socio-Anthropology, Forensic Science and Criminology stems from my parallel area of work in law enforcement, a field that I have been working in for the past thirteen years. Motivated by a passion that arose in early childhood, I enlisted in the Italian State Police force in 1996. In addition to completing the requisite courses for my job, I have continued to build upon my knowledge and experience by taking courses specializing in operational aspects as well as theory. During my career with the police force, I completed several courses including: Inherent System Inquiry, The Model Survey of Judicial Police and Threats against NBCR (Nuclear, Biological, Chemical, X-Ray, Neighbourhood Police). I graduated from the University of Rome – La Sapienza with a degree in Sociology, specializing in Anthropology. My thesis was in the field of criminology, with a particular focus on the concept of deviance. For my research I conducted a sociological study on traders and theorists of Islamic terrorism, for which I was awarded the “Giovanni Palatucci” literary prize. Following my undergraduate studies, I completed a second-level Masters degree in Forensic Science (Criminology, Investigation, Security and Intelligence) at the University of Rome – La Sapienza, Faculty of Medicine. During this programme I continued to focus on international terrorism and deviance, though with a concentration on the study of strategies and how to implement them and the mechanisms to be put in place to eliminate the problem. My expertise in the area of deviance was further enriched during a nine-month course on the Science and Psychological Analysis of Criminals’ behaviour, as well as from participation in various conferences and seminars on the issue. These endeavours have kept me abreast of the latest findings and issues emerging from the scientific community. My research work has included numerous collaborations, including with the Centre for advanced studies on terrorism and political violence (Ce.A.S.) as a researcher in Criminology and with C-Cube Inc. as a consultant researcher for the development of research projects in the field of Criminology. In the latter I am engaged in activities as part of a team and I also head the work in the areas of Terrorism and Security. In addition to my work with these two centres, I am at present completing my PhD in Forensic Science at the University of Rome – Tor Vergata. In order to devote my time towards research and completing this degree, I have taken a leave of absence from the police force. Combining work and study has given me the opportunity to address the issue of criminology from different perspectives and has enabled me to apply theory to practice and vice-versa.Genesi del Terrorismo Internazionale
Dalla Strategia Di Delegittimazione Dello Stato Allo Stato Di Delegittimazione Strategica
di: Alfredo D'Ascoli Graziano
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Il CeA.S., Centro Studi per la lotta al Terrorismo e alla Violenza Politica è lieto di segnalare la recente pubblicazione del testo GENESI DEL TERRORISMO INTERNAZIONALE, dalla Strategia di Delegittimazione dello Stato allo Stato di Delegittimazione Strategica, di Alfredo D'Ascoli Graziano nostro qualificato ricercatore. La pubblicazione, che si collega direttamente con il dibattito scientifico sulla definizione di terrorismo internazionale, è in distribuzione dal 13 febbraio. Il libro, frutto di una ricerca svolta in questi anni presso il Ce.A.S., è già disponibile su motori di ricerca specializzati.
Informazioni generali sul libro Editore & Imprint: Lulu.com Città: London Pagine: 87 Informazioni aggiuntive: altezza 229 mm larghezza 152 mm
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SHAHID ISLAMISTI: “MARTIRI” O TERRORISTI?
Questo sentimento di insicurezza derivato dalla paura di attentati terroristici, ha obbligato i singoli Stati a prendere provvedimenti per la sicurezza interna in risposta alle richieste dei cittadini, mettendo in discussione la libertà del singolo in nome della sicurezza nazionale. Parte della strategia scelta dai terroristi è stata quella di dimostrare al nemico che nessuno Stato è in grado di proteggere costantemente i suoi cittadini. Con gli attentati dell’11 settembre “ci troviamo di fronte all’evento assoluto, alla madre di tutti gli eventi, all’evento puro che racchiude in sé tutti gli eventi che non hanno mai avuto luogo. Tutto il gioco della storia ne è stato sconvolto e con esso le condizioni dell’analisi. Dobbiamo fare una pausa di riflessione”[1]. Queste parole, pronunciate da Baudrillard subito dopo gli attentati, mettono in evidenza la necessità di fermarsi un attimo a riflettere per cercare di capire.
Cenni di metodologia di contrasto al terrorismo
Quotidianamente siamo inondati dai media di notizie riguardanti
attentati terroristici. Quasi tutti i giorni veniamo a conoscenza del
fatto che in qualche parte del mondo qualcuno ha messo una bomba e
civili innocenti o militari indesiderati sono morti. Sono diventati
familiari nomi di luoghi mai sentiti prima, abbiamo tristemente
imparato a convivere con questo orrore quotidiano che per la maggior
parte dei casi ha preso di mira vittime innocenti. Ancora più
preoccupante è che le notizie dateci dai telegiornali sono solo la
parte più eclatante. Tanti altri ne avvengono nel mondo, di dimensioni
minori ed alle volte in luoghi che al momento non suscitano l'interesse
del grande pubblico ma che, sommati al resto, ci danno un quadro più
che preoccupante di quello che sta succedendo.
Le vittime innocenti del terrorismo
Cosa c'è di più innocente al mondo di un bambino? Nulla! Non riusciamo
a difendere la cosa più preziosa che possediamo, il bene più grande di
cui disponiamo, i bambini...il futuro. Quando parlo di bambini, parlo
del futuro della nostra società, parlo di una creatura che oggi lamenta
l'assenza di caramelle ma che domani potrebbe inventare una nuova
energia alternativa "pulita" che dia speranza a questo mondo. Parlo di
innocenti a cui non si da speranza, parlo di responsabilità
dimenticate, di assenza di prospettiva. Dove è finito il detto "prima
le donne e i bambini"? Si, i bambini. Qualcuno se lo ricorda ancora?
II terrorismo e la storia: dall’assassinio politico in poi
Un fenomeno non può essere ricostruito, se prima non viene decostruito, se non se ne conoscono le regole di composizione e articolazione interne e i processi di adattamento con l’ambiente esterno. E decostruire il terrorismo è cosa assai complessa, per le sue infinite articolazioni e per i multiformi volti che assume. Tuttavia complesso non significa impossibile e, da un’analisi necessariamente sommaria dell'universo terroristico contemporaneo, si posso evincere alcuni elementi permanenti, addirittura alcune regole.La prima è che possiamo porre un confine, un momento di transizione in cui l’assassinio politico – un atto - è diventato terrorismo politico – un’azione. Ogni ricostruzione storica del fenomeno si scontra con questo problema delle origini.
L’ ”Intelligence” perduta…
E’ con amarezza che constato, giorno dopo giorno, quanto indicato nel titolo di questo scritto, perché un Intelligence che si “perde” è un pericolo per la sicurezza di tutti i cittadini. Mi guardo intorno, sento i telegiornali, leggo quotidiani e libri, studio e scruto la società, ed ovunque (o quasi) vedo una totale assenza di “Intelligence” in tutte le sue più recondite accezioni. Al massimo vedo la controfigura di quello che L’Intelligence è e dovrebbe fare; hanno snaturato il termine, ridicolizzato il simbolo, violentato il significato.



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