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CRIMINOLOGIA

In merito all'attività criminologica il Ce.A.S. è impegnata nell'attività di produzione di modelli d'analisi e di interpretazione dei fenomeni

a rischio: complex order multiphasic program e programma di epistemologia criminologica. In entrambi i modelli, concentratisulla metodologia di decostruzione dei fenomeni complessi, la criminologia è intesa prevalentemente come attività d'analisi divisa in tre aree:

Intelligence strategico, Intelligence operativo, Investigazione.

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About Kanun

Prima che la nettezza della forma conchiuda in se la “validità” del precetto, prima che la sua compiutezza, l’asciutto dettato, non lasci fraintendere ciò che di fatto deve essere accettato, c’è qualcosa che, se non esclude, a volte sfida tutto ciò che è scritto. Da una parte dunque c’è il secco imperativo delle norme: il valore dato dal funzionamento puntuale del meccanismo, dalla pretenziosa macchinosità che tenta la risoluzione nella potenza dell’espressione, nel suo carattere capace di imprimere, ma proprio per questo non permanente. Il verbo infatti è prova del vissuto, oggetto di eventuale “falsificazione”, si cambia e si contesta ciò che è visibile, concreto, tangibile. Dall’altra parte l’humus, il gravido terreno della tradizione, l’indistinto che evoca radici epiche prima ancora che etiche. La forza è in un ancestrale splendore racchiuso nelle menti, la forza è nell’assenza di contrappesi alla volontà di condivisione: tutto questo è consuetudine.

LA RELAZIONE POLITOLOGICA DELLA MEDIATICITA’

Format e/o Standard: dal rapporto di rappresentanza alla relazione responsiva nella democrazia della comunicazione.

 

“finzioni naturali in cui ci adoperiamo per non sembrar di essere ciò che siamo”

Francesco Guccini

 

PREMESSA


Nessuno dubita che Robert Dahl sia uno dei maggiori interpreti della democrazia rappresentativa. Interprete non significa soltanto studioso ma anche ardente aderente, sostenuto sostenitore. Forse proprio in questa veste egli ci esorta, nelle sue molteplici pubblicazioni, a non considerare statica l’analisi delle forme di governo, nella variazione delle tipologie – la loro alternanza – e nella connotazione delle categorie – la loro modificazione -.
Per molteplici ragioni la democrazia ha cambiato sia il significato della parola che la designa, sia le istituzioni politiche che la distinguono .”
Nella sua doppia veste di studioso e di sostenitore, Dahl ci indica le due condizioni essenziali che ci permettono di mantenere il concetto di democrazia e la fluidità dinamica delle sue stesse trasformazioni.
Da un lato, in quanto studiosi, “ci serve un idealtipo in base al quale decidere se e in che misura un sistema politico nel mondo reale possiede gli attributi del tipo puro”.
Dall’altro lato, in quanto sostenitore, “per molti di noi è un ideale, una meta, uno standard che riteniamo desiderabile, che desideriamo realizzare meglio che possiamo, date le limitazioni imposte dalla nostra situazione attuale e dalle sue possibilità” .
Standard?
Passi la nota differenza logica tra il concetto scientifico di idealtipo e quello metafisico di ideale, nonostante le difficoltà che anche questo comporta.
Ma quello di standard no.
Non può.
La democrazia non può avere uno standard o, a rigore, se c’è uno standard c’è meno democrazia. Forse è giusto che in ogni sistema politico ci sia un bilanciamento tra tasso di democrazia desiderabile e quello possibile; ma certamente questo tasso non può essere dato da uno standard.
Anzi.
Il massimo di democrazia ideale è senza standard. Il massimo di democrazia possibile è con qualche standard. In ogni caso, però, uno standard della democrazia è una contraddizione in termini. Se pesiamo le parole, come ci ha insegnato agli inizi dei nostri studi Giovanni Sartori , il netto che ci resta è questo. Read more

Concorso esterno in associazione mafiosa

L'evolversi del fenomeno mafioso, da corpo chiuso in se stesso ad organizzazione che intride pervasivamente la società, ha imposto l'individuazione di strumenti volti a combattere le forme di fiancheggiamento e contributo all'associazione mafiosa proveniente da persone estranee al tradizionale ambito sociale del fenomeno. In particolare, la giurisprudenza ha autorizzato a tal fine l'istituto del concorso eventuale ex art. 110 c. p. riconoscendo l'ammissibilità del concorso esterno nel reato associativo, di per sé reato a concorso necessario. In questo modo è possibile attribuire rilevanza penale a comportamenti altrimenti leciti, evitare l'onere probatorio dell'assunzione del vincolo mafioso ed aggravare la pena riguardo a quei comportamenti già di per sé illeciti, che contribuiscono al fenomeno mafioso. Se il dato normativo prevede dei parametri di riferimento, ancorché indotti, sotto il profilo cognitivo, essi devono sussistere tutti ineluttabilmente. Read more

Il legame fenomenologico della normalita'

Devianza e norma: dove va il timone della società delle nuove tecnologie comunicative?

"Chi cerca il disegno dell'autore, non potrà trovarlo se non nel disegno generale dell'opera". Montesquieu

 

PREMESSA

Per quanti motivi si può uccidere un uomo?
Quanti accidenti, quante nefaste occasioni ci procuriamo per scomparire?
Involontariamente: per una menzogna o una identica verità, poiché gli si attribuisce una provenienza o per essere un esule, per il fastidio e per il privilegio di essere straniero, perché vuole la sua soddisfazione ed il suo fanatismo, la sua mania, il suo coraggio e il suo ardimento, per insistenza, per derisione, per indifferenza, per una ingiustizia, per una ragione, perché puzza, perché si confonde, perché si nasconde, perché disturba, perché insiste, per noia, per ira, poiché non riesce ad essere troppo ossequioso con il galateo, per una reazione sproporzionata, per un insulto spavaldo, per disprezzo, per dolore, per divertimento, per protesta, per soldi, per incapacità, per allegria, per una inconfutabile teoria, perché disprezza il lavoro altrui e di altri disprezzano chi non lavora, per quel prurito di nervi che spesso ci possiede, per una estenuante invadenza, perché una sconfitta è sempre un affronto, o perché la vittoria arriva ogni volta in ritardo, per l'invidia che c'è senza scampo anche nell'amicizia, per sonno, per sogno o per un piede pestato, per una diagnosi di troppo, per aver voluto l'errore e l'intima punizione, per la volgarità del mondo, per imbecillità, in guerra, soldati mercenari, nel nome del potere ed in quello di Dio, con lo sguardo dell'amore addosso.
Mille e mille motivi che un assassino ha per buttarci fuori, nel sospiro di un solo attimo, dalla vita...questa preziosa.
Siamo qui a dividerci le sponde.
Entrambi, reciproci e complementari.
Gli uni e gli altri, inseparabilmente divisi. Perché : "...ci siamo spartiti come ladroni il capitale delle notti e dei giorni." .
Ogni morte è la nostra. Testimoni, o più spesso artefici, siamo diventati, tutti, comunque, assassini occasionali di DELITTI ESEMPLARI . Read more

LA SAL DE LA JUSTICIA

"Vosotros sois la sal de la tierra, y si la sal se desvaneciere, ¿con qué será salada? Este pasaje del Evangelio según San Mateo (5:13) no está particularmente dirigido a los jueces. Sin embargo, pareciera indicarnos el estudio de un reciente fallo de la Corte Interamericana de Derechos Humanos (CIDH) "Bueno Alves vs. Argentina"(11-05-2007). Mucho, mucho y bueno es lo que siempre, pero en mayor inmensidad tal vez hoy día, la sociedad espera de sus jueces. Y nada tiene de caprichoso este "esperar".Los jueces han de ser aquellos que prodiguen sobre la tierra ni más ni menos que la sal de la justicia, cuando no convertirse en una mina de sal, por ser ellos " lo justo viviente". De acuerdo a la sentencia referida, el Señor Bueno Alves fue sometido, en el Departamento Central de la Policía Federal Argentina a tratos que, por su magnitud intencionalidad, y finalidad del padecimiento sufrido, son calificables como TORTURAS. Diversos Tratados Internacionales y vasta jurisprudencia de la CIDH estipulan que los Estados Partes no solamente están obligados a prevenir los actos de tortura, sino que también tienen la obligación de iniciar "inmediatamente" o inclusive "de oficio", "la investigación efectiva" frente a denuncia o razón fundada de que se ha cometido una tortura.

INJUSTICIA SOCIAL Y LEY PENAL-Parte2

En este contexto, la resistencia al Derecho puede ser entendida como desobediencia civil- en el modo en que la ha abordado desde siempre la literatura filosófica y política - o exceder los limites en que son concebidos este tipo de actos. Imaginamos conductas políticas y públicas. Pero es difícil que pudiésemos dejar al margen, en una mirada realista, mayores o menores grados de violencia. ( 2 ) Y, más allá del aporte de los denominados " casos pilotos", no es apropiado- es más....tal vez hasta sea evidentemente inapropiado- dejar fuera de futuras consideraciones , las eventuales conductas clandestinas esencialmente " privadas".Pero, por azar o no, las conductas que aquí describiremos tienen de coincidentes el hecho de que la violación se dirige de forma consciente hacia un cambio en las leyes y en los programas de gobierno. O se producen en contextos de reclamo, desde la injusticia. No se considera relevante distinguir entre los llamados actos "puros" de protestas, que podrían ser eventualmente, acordados con las autoridades en lo que refiere a su duración, o magnitud, y los daños que se pueden generar en el marco del reclamo (cortes de rutas, daños a los inmuebles de particulares, lesiones, etc.). Read more

INJUSTICIA SOCIAL Y LEY PENAL

Si compartimos la proposición de Isaías debemos, inexorablemente, compartir el orden de sus términos.(1) Pero, hoy en día, nos encontramos con que las cosas que parecían incuestionables, se cuestionan. Todo es puesto en debate, con mayor o menor honestidad, con mejores o peores argumentos, con más o menos claridad. La paz, la justicia, como fines, como objetivos, reconocen un orden, una prioridad fáctica y también quizás moral, una preexistencia. Read more

Contributi criminologici al tema carcerario

Il dibattito intorno alla condizione dei detenuti sta assumendo, all'interno di un più generale interesse per il tema carcerario, una nuova centralità, dovuta al fatto che il problema della carcerazione si lega sempre più frequentemente a quello, più generale, della gestione istituzionale del problema penale. Il carcere è un'istituzione sociale, non naturale, quindi oltre alla necessità di collocarlo materialmente in società, bisogna dare giustificazioni convincenti per la sua esistenza. Le giustificazioni etiche più forti poste a sostegno dell'esistenza della prigione stanno ancora nella difesa del patto di sicurezza sociale e dei beni materiali e immateriali dei cittadini, per il tramite dell'autorità e del controllo dello Stato.

Contributi criminologici al tema carcerario - Parte 2

Il carcere e la società, in particolare dalla seconda metà del secolo scorso, sono state sempre più considerate come entità distinte e separate, sebbene l'una all'interno dell'altra e quindi da studiare separatamente. Addirittura venivano indicate come due società (Clemmer 1940, Sykes 1958). Queste infatti si caratterizzavano e si caratterizzano tuttora come dotate di regole diverse, linguaggi diversi, comportamenti diversi, così come diversa e la loro organizzazione interna. L'organizzazione delle Istituzioni carcerarie è stata strutturata in maniera tale da essere completamente sfasata rispetto a quella della società esterna.