Home

Il Potere Ologrammatico

IL Potere Ologrammatico

 

Il potere: questo arcano, questo Giano Bifronte, questa potenza che “sta alle scienze sociali come l’energia alla fisica”.


Eppure la realtà; il fatto; il nostro habitat composto da potere coercitivo, vincolo associativo e codificazione normativa; la certezza del nostro spazio geografico e del nostro tempo storico; la società come fatto empirico è svanita, si è dissolta con il XXI secolo.

Il corpo stanco e rugoso della società, quella sua particolarmente vecchia fisicità  e, in alcune strutture, perfino decrepita, è rimasto sepolto sotto le macerie del muro di Berlino, prima, o quelle delle Twin Towers, dopo. È incredibile come le epoche di transizione della storia corrispondano sempre, da Babele a New York, al crollo di qualche edificio. Ci è rimasta soltanto la società visibile, una fenomenologia percepibile, un ologramma. 

La comunicazione ha fatto svanire l’esperienza empirica, direi tattile della società, e ha generato un mondo “separato dagli individui”, una definitiva frattura tra la realtà e la verità, una scissione degli esseri viventi dalla loro presenza nel mondo che “è empiricamente diventato sempre più uguale a una rete di istituzioni sovrapposte, ciascuna dotata di una esperienza indipendente”.

La società della comunicazione è una società cognitiva di massa, un immenso cervello che accende e spegne sinapsi, in cui una cellula eccita ripetutamente altre cellule. Si tratta di una vera e propria struttura neurale in continua evoluzione a causa della interazione dei soggetti con il suo stesso habitat. La comunicazione genera società e genera ambienti e quindi espande la dimensione celebrale del nostro mondo. È una società eterea ma non evanescente, condizionante e indocile, con un senso del brivido notevole e altrettanta solitudine. È una società, come diceva Marshall McLuhan, dove non esiste il vero o il falso ma il vuoto o il pieno.

 

Siamo nell’epoca in cui la società è un cervello e il potere consiste nel produrre delle visioni, dei miraggi a cui credere per fede, in modo che possano invadere tutta la materia celebrale e condizionare il sistema di interazione tra cellule. Il potere nella società della comunicazione consiste nel produrre scenari di verità, illusioni a cui credere con un atto di fede per farne condizioni di vita di tutti, per tutti con tutti, anche se non necessariamente su tutti. Gli illusionisti credono alle illusioni a cui gli altri devono credere e tutta questa fede inventa una immarcescibile verità collettiva.

Il corso mira a svelare  i meccanismi di questo nuovo potere secondo un preciso programma.


  Read more