Nell’ottica di un approccio multidisciplinare integrato si inserisce l’attività specifica di ogni singolo Laboratorio, che è finalizzato all’acquisizione di conoscenze e competenze settoriali, che hanno la duplice valenza dell’accrescimento del sapere da una parte, e dell’implementazione del punto di osservazione generale, dall’altra. L’attività dei Laboratori si avvale di competenze maturate nel corso degli anni sui campi del sapere sociale che vengono indagati, e si pone come continuum concettuale ed applicativo a teorizzazioni e formulazioni già ampiamente individuate, ma non per questo non suscettibili di rivisitazioni.
Il laboratorio di Epistemologia e Logica si occupa della definizione dei modelli interpretativi dei fenomeni sociali, realizzando un modello di Glocal Analysis in ambito di sicurezza, comprensivo dell’applicativo COMP - Complex Order Mutiphasic Program - e di una piattaforma di Epistemologia Criminologica. Il COMP (Complex Order Multiphasic Program) serve a stabilire a quale livello di realtà è necessario posizionarsi per analizzare un fenomeno. Più in generale potremmo affermare che il COMP è uno strumento di misurazione della complessità fenomenologica di un evento. Nel COMP l’analista scompone l’ordine di una informazione scollegandone i segmenti secondo il criterio per cui il concetto di una informazione emerge non dalla somma delle proposizioni associate, ma dalla relazione fra queste.
Il laboratorio adotta l’approccio epistemologico, sia come conoscenza propedeutica di ogni disciplina, sia come competenza tecnico-specialistica autonoma, con suoi propri ordini e strumenti di analisi. Perché riteniamo che questa dimensione nella analisi dei fenomeni, di tutti i fenomeni, ed in particolare di quelli legati al crimine, che non sia stata ancora sufficientemente applicata nella vita pratica della indagine e che risulta ancora troppo poco collegata all’ambito specialistico della ricerca. L’approccio teorico è di tipo popperiano, nel senso che rifiuta nella logica della scoperta scientifica, la centralità e talvolta l’unicità del problema eziologico e che affida la valenza scientifica di un problema al principio di demarcazione e a quello di oggettivazione.
Secondo l’impostazione del Laboratorio, il criterio che ci permette di tracciare questa demarcazione è la metodologia: quella metodologia che, per la criminologia, viene successivamente proposta e che costituisce il primo elemento essenziale per uno Statuto Epistemologico. Il processo di oggettivazione è il prodotto dell’applicazione concorrenziale o integrata (comunque critica) di diverse teorie gnoseologiche.
L’attività del Laboratorio fornisce una metodologia all’attività criminologica.
Questa metodologia si divide in:
• analisi statica, che consiste nella definizione del paradigma;
• analisi dinamica, che consiste nella gestione dell’azione partendo dalla distinzione fra micro e macro azione.
La metodologia critica non è un atto, ma un processo; il processo di falsificazione costituito da alcuni elementi precisamente definiti.
Nel metodo di indagine che si propone come innovazione, sono indicate varie tecniche di decostruzione di un fenomeno o di una informazione, definito secondo 4 livelli di logica:
- la Logica Formale che si occupa dello sviluppo di quelle speciali tecniche in grado di capire quando una proposizione è vera o è falsa, quando è equivalente o quando è implicante.
- la Logica delle Relazioni che si preoccupa quasi esclusivamente di individuare le relazioni di interdipendenza di un fenomeno.
- la Logica Fuzzy di ultima acquisizione che consiste nella analisi della ambivalenza, in quanto una realtà ponderale dove “tutto è questione di misura”.
- la Logica della Complessità è multivalente. Non ci sono solo due poli entrambi validi, ci sono molti poli interagenti. Non c’è il chiaroscuro, che è un intermedio tra il nero e il bianco, c’è la moltitudine dei colori, con una o più regole di integrazione. È un network cognitivo preda della teoria dei giochi, caratterizzato da strutture conservative e da quelle dissipative, connotato dal processo di differenziazione funzionale, denotato da meccanismi ricorsivi in realtà autopoitiche.
Responsabile Laboratorio di Epistemologia e Logica:
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