7 Capital Sins in the World
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ComitatoScientifico
Presidente:
Alessandro Ceci
Consorzio per l’Università di Pomezia
Membri:
Aldo Morrone
Direttore Generale INMP
Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e il contrasto delle malattie della povertà
Beatrice Costa
Policy Officer ActionAid Italia
Fabio Massimo Abenavoli Presidente Smile Train Italia Onlus
Francesca Rocchi
Presidente Slow Food Lazio
Francesco Bruno
Università della Calabria
Francesco Paolo Casavola Presidente Comitato Nazionale per la Bioetica
Franco Grillini
Presidente Onorario Arcigay
Simone Ovart
Presidente Comitato Nazionale UNIFEM Italia
Fondo delle Nazioni Unite per lo sviluppo delle Donne
Pietro Marcenaro
Presidente Commissione Straordinaria del Senato
per la Tutela e la Promozione dei Diritti Umani
Vittorio Cogliati Dezza Presidente Legambiente
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Segreteria Scientifica
Vito Sugamele Ce.A.S.
Francesca Centola Ce.A.S.
Responsabile Progetto
Loredana Bonazzoli Ce.A.S.
Cell. 349 3531458
Uff. 0691255 - 573/575
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PROGRAMMA RELATORI 
Venerdì24 settembre
Superbia: esiste una ragione politica ragionevole?
Come vizio capitale, la superbia è la mistificazione del potere o il potere della mistificazione? Si tratta di un vizio attribuito all’opposizione demoniaca contro il potere assoluto di Dio o si tratta del potere assoluto di Dio di stabilire quanto demoniaco è colui che vi si oppone?
E’ un dilemma fondamentale laddove esiste un potere istituito, un governo, la supremazia di chi lo detiene e l’oltraggio di chi vi si oppone. Ma nella politica internazionale la superbia non si riferisce né all’uno né all’altro; perché, nella politica internazionale esiste il potere ma non esiste il governo. Esiste la potenza della governance. Allora il peccato di superbia può essere attribuito soltanto alla dismisura, alla eccedenza, alla invadenza, alla invasività e addirittura alla invasione militare. La superbia è attribuita al superamento dei limiti del diritto alla propria ragione tipico dei regimi tirannici o totalitari e anche al limite della ragione del proprio diritto di ogni democrazia da esportazione. La dismisura è le forma della irragionevolezza di ogni ragione.
- E. De Fusco, Sindaco di Pomezia
- P. Crosti, Presidente Campus Universitario di Pomezia
- Sen. M. Calvi, Presidente Ce.A.S.
Sessione I: La democrazia multiculturale
- La libertà di manifestazione del pensiero e la libertà religiosa nelle società multiculturali: la necessità di un bilanciamento tra diritti - Sen. P. Marcenaro, Comm. Straord. Senato per la Tutela e la Promozione dei Diritti Umani
- La libertà religiosa nel nostro paese: riferimenti costituzionali e legislativi. Possibilità e carenze - Silvano F. Livi, Vescovo Ortodosso di Luni- Ente Morale di Culto A.C.O
- Minoranze religiose: ugualmente libere? - D. Bognandi, Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° Giorno
- Democrazia della comunicazione - Sen. M. Calvi, Ce.A.S.
Sessione II: La criminalità organizzata: sfida per la democrazia e violazione dei diritti umani
- Intelligence e diritti umani - N. Pollari
- La lotta alle mafie - P. Grasso, Procuratore Nazionale Antimafia (da confermare)
- ……. T. Grasso Antiracket
- ……. F. Bruno Università di Cosenza
Sabato 25 settembre
Avarizia: esiste un diritto alla solidarietà?
L’avarizia è un male politico, una dimensione culturale, il vizio dell’accumulazione e della forza, ma non necessariamente del potere. È il male della non vita, della rinuncia alla vita per il piacere perverso dell’avere, non solo il godimento del possesso, ma più specificamente il gusto della proprietà. La contabilità delle cose si costruisce sulla rinuncia alla loro fruizione. E si costruisce sulla assenza di solidarietà rispetto al disagio dell’altro. Eppure la modernità politica, che la rivoluzione francese rappresenta, è fondata proprio sul principio di solidarietà (fratellanza); come pure la modernità economica, che la rivoluzione industriale rappresenta, è fondata sulla distribuzione della ricchezza (welfare) e sulla espansione della produzione al consumo. Sulla assenza della avarizia. Tuttavia, ciò che è valso per le nazioni e il loro governo, non vale per la governance nella comunità internazionale. L’avarizia ha diviso il mondo tra haves e have-nots, tra una minoranza ricca e una maggioranza povera. E questo è il fondamento di tutti i conflitti, una condizione underground che può essere sanata se, piuttosto che delocalizzare le imprese per maggiori profitti sulla base dei minori salari, piuttosto che esportare conflitti per l’affermazione della supremazia dell’interesse, si esportano diritti sulla base della universale generosità umana.
Sessione I: La dimensione interna della solidarietà
- L’elogio della Marginalità - Aldo Morrone, INMP Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e il contrasto delle malattie della povertà
- ……..- L. Di Liegro, Fondazione Don Luigi Di Liegro
Sessione II: La cooperazione allo sviluppo: il dovere internazionale della solidarietà tra i popoli -
- Cooperazione allo sviluppo 2.0, crisi dell’aiuto allo sviluppo e nascita di una politica pubblica globale - I. Viciani, ActionAid Italia
- ………- H. Behr, UNHCR
- Accogliere i rifugiati in Italia: una questionedi civiltà - Padre G. Lamanna, Centro Astalli
- Emergenza profughi ambientali e necessità di riconoscere loro lo status di rifugiati – S. Andreotti, Legambiente
- ………- Prof. A. Papisca, University of Padua Chairholder, Unesco Chair in Human Rights, Democracy and Peace
- ….….- On.le J. L. Touadi
21.00 Faden Kele, spettacolo teatrale sui bambini soldato
Domenica 26 settembre
Lussuria: ovvero del mal@amore
La lussuria è l’amore malato, maledetto, malefico, malvagio, il piacere indifferente dell’altro, il piacere della violenza, della invadenza e dell’usurpazione: il gusto del disgusto. Vi si rintraccia il traffico dei corpi e della prostituzione, la invasività dello stalking e l’irruenza della pedofilia. Dunque la lussuria non è soltanto l’eccesso, ma lo sfruttamento della persona privata ed estorta della propria personalità. La lussuria, in quanto espropriazione del diritto al piacere, consiste nell’assenza dello scambio e nell’indifferenza al riconoscimento del piacere dell’altro. Un atto di tirannide relazionale definitiva, dove uno soccombe alla volontà del più forte e al suo godimento. Nella globalità della società della comunicazione è proprio nel governo del godimento che si consumano le relazioni democratiche. La letteratura psicologica insegna che nel trasferimento del godimento, dalla fruizione al consumo, si giocano le aspettative democratiche delle moderne società della comunicazione. La lussuria dunque può essere considerata come il potere di appropriazione del godimento dell’altro.
Sessione I: Gli attentati all’integrità psico-fisica dei minori e delle donne
- ……… On.le R. Angelilli, Vice Presidente del Parlamento Europeo (da confermare)
- ………. R. A. Depalo, Presidente del Tribunale dei Minorenni di Bari
- L’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori - S. Costanzo, Università di Cosenza
- I Femminicidi – B. Coletto, UNIFEM Italia
- Oltre la violenza: l’agenda internazionale per l’uguaglianza di genere. Aggiornamenti, temi, prospettive - B. Costa, ActionAid Italia
- Le mutilazioni genitali femminili – B. Coletto, UNIFEM Italia
- Il Piacere della sessualità tra tradizione e cultura - A. Sannella INMP
Sessione II:La sessualità e le relazioni tecno-mediate.
- Le condotte comportamentali dei soggetti in internet – D. D’Andreamatteo, V. Sugamele
h. 21 Rievocazione Medievale ispirata ai Cavalieri Secolari e Templari che si battevano per la difesa dei soggetti deboli
Lunedì 27 settembre
Invidia: quando il vero sé non viene riconosciuto
L’invidia è la logica rivalsa, non è soltanto un desiderio, è la volontà di appropriazione dello status altrui, o addirittura la riduzione dell’altro al proprio stato di privazione. Quanta è la contestazione e quanta è l’invidia dei terroristi che attaccano i simboli della ricchezza occidentale, come ad esempio il trasporto veloce dei corpi? L’accumulazione del risentimento indubbiamente produce invidia, come anche l’assenza del diritto, la vita sottratta alla propria autorealizzazione. Non è soltanto un vizio dei poveri. È anche il vizio di coloro che vivono una vita espropriata di significati e privata di riconoscimento di se stessi. L’invidia non è mai una spinta al miglioramento. È la vendetta contro chi è, chi sa, chi può. La pretesa di non essere e di non volere. È un non desiderio e la sua imposizione. C’è una invidia che paralizza la crescita e una crescita invidiosa che paralizza lo sviluppo. L’invidia produce una sorta di annichilimento: estorce la civiltà dal diritto di riconoscimento dell’altro e dal diritto di essere riconosciuti in quanto altro, con una sorda accumulazione di risentimento che spesso assume la forma della violenza fisica e psichica. L’invidia è una forma di autodistruzione nel labirinto degli specchi della comunicazione.
Sessione I: L’infanzia negata
- ………..S. Ragusa, Comitato Primo marzo
- Minori Afgani respinti - F. Vassallo Paleologo, Università di Palermo
- ………..S. Di Giglio, Save the Children
Sessione II: Il diritto al riconoscimento di sé
- L’omosessualità: l’impossibilità di manifestare liberamente il proprio amore come impedimento alla realizzazione della propria felicità - F. Grillini, ArciGay
- …….C. Gramolini, ArciLesbica
- Identità di genere - M. Izzo, Crisalide Pangender
- Diritti degli omosessuali, aspetti giuridici - A. Rotelli, Avvocatura per i Diritti LGBT - Rete Lenford
21.00 Compagnia CampoTeatrale, spettacolo sull’infanzia abbandonata
Martedì 28 settembre
Gola: dalla fruizione al consumo, dall’uso all’abuso
La gola fa gola, è la compulsione al godimento, nelle droghe, nel cibo, in ogni piacere orale. L’obesità, la voracità di incorporazione dell’occidente verso i territori non suoi, del consumo verso ogni produzione, l’ossessione della moda, la nevrosi del comprare oggetti, soggetti, nazioni. La gola è il cibarsi del reale, il potere di incorporare l’universo contro ogni forma di distribuzione. La gola non è equa. Non è nemmeno il possesso. È il totalizzante assorbimento per fare dell’altro un elemento di se, del proprio corpo, fisico e politico: individui golosi e Stati golosi. L’umanità, o meglio una parte di essa, si è gettata sulle risorse del nostro pianeta come su di una torta, convinta di averne una fetta sempre più grossa. Ciò non è possibile, dato che le risorse della Terra sono limitate. E’ necessario dunque procedere sulla via di uno sviluppo sostenibile in equilibrio con l’ambiente. Ciò porta con sé la questione delle risorse condivise e distribuite del nostro pianeta. Non solo, l’esponenziale crescita dell’immissione incontrollata di sostanze inquinanti nell’atmosfera accresce i mutamenti climatici, con effetti globali, che diventano disastrosi in tanti paesi in via di sviluppo. Inondazioni e siccità mettono in ginocchio sempre più ampie porzioni della Terra.
Sessione I: L’uso e l’abuso delle ricchezze del nostro pianeta
- Natura e sviluppo della personalità nell’età evolutiva- F. Cipparone – Istituto Pangea Onlus
- Progetto equilibri naturali: I parchi per il benessere dei bambini – V. Consoli, AIDAP - Associazione Italiana Direttori Aree Protette
- L’acqua come diritto o come merce? – P. Giordano, ADICOUNSUM
- Catastrofi nei paesi in via di sviluppo: la solidarietà italiana – A. Miozzo, Protezione Civile
Sessione II: Verso un sistema di produzione, distribuzione e consumo del cibo più equo
- Cooperazione e sviluppo sostenibile – S. Marelli, Comitato Italiano per la sovranità alimentare
- L’importanza delle scelte individuali per incidere sulle politiche – S. Andreotti, Legambiente
Sessione III: Cibo e integrazione
- Il cibo come terreno d’incontro fra diverse culture – P. Scardella, INMP
- …..F. Rocchi, Slow Food Lazio
21.00 Spettacolo di musica popolare
Mercoledì 29 settembre
Ira: dalle ragioni della forza alla forza delle ragioni
La violenza incontrollata e incontrollabile è l’ira. L’incapacità a saper vedere le ragioni che sono oltre le ragioni e la loro sostituzione con la forza è l’ira. La vendetta incontrollata di uno Stato che, per oscure motivazioni, ne invade un altro. L’assenza di tolleranza, la irruenza della risposta e l’accusa irrefrenabile che spinge molti Stati alla guerra, popolazioni a distruggere altre popolazioni, l’accusa contro il colore della pelle e l’impossibilità della replica. C’è un diritto alla tolleranza che conservi una umanità nelle relazioni sociali di fronte a qualsivoglia sventura? Quando è il momento di contenersi per non travolgere gli altri con la nostra ira, per quanto giustificata, e proteggere il tasso di umanità che rende civile l’essenza della nostra esistenza? L’interesse degli Stati a difendersi da chi attenta alla sicurezza della comunità è legittimo. L’importante è che la difesa non diventi a sua volta offesa, che non ci si lasci accecare dall’ira dimenticando i diritti umani, che spettano a tutti, a prescindere dalle proprie condotte. Questo non vuol dire impunità, ma giustizia senza vendetta. Nelle parole del giudice canadese Beverley McLachlin: “non possiamo scegliere tra il mantenere la sicurezza e il mantenere i diritti. Dobbiamo scegliere entrambi”.
Sessione I: Lotta al terrorismo e diritti umani violati
- …….. - A. Ceci, Consorzio per l’Università di Pomezia
- L’ira dello Stato nella lotta al terrorismo e connesse violazioni dei diritti umani – D. Simeunovic, Belgrade University
Sessione II: L’ira nei confronti dei delinquenti
- I giovani pensano il carcere: fra informazione e rieducazione - A. de Napoli, Forum Nazionale dei Giovani
- Il trattamento dei detenuti in carcere - A. Marroni, Garante dei Diritti dei Detenuti, Regione Lazio
- Ira: l'incapacità di vedere e capire - A. Ballotta Presidente Coalizione Italiana contro la Pena di Morte Onlus
- ……. Nessuno Tocchi Caino
- …….. Associazione Antigone
Giovedì 30 settembre
Accidia: l’indifferenza dello Stato
Si può scegliere di non fare. Si può scegliere di fare. Ma la colpa sta nella indifferenza. L’indifferenza contro il diritto dei deboli, contro la morte per fame e per sete di bambini inermi, contro il dolore degli altri che si esprime nelle molteplici forme della ingiustizia globale. Lo diciamo, e poi continuiamo indifferenti a proteggere i nostri privilegi che fondano la loro forza sulla povertà di altri mondi, vittime dell’incubo dell’aria condizionata delle nostre accomodate socialità. Il piacere della comodità è totalmente costruito sulla assenza di diritti nel mondo. E la nostra indifferenza è un utile meccanismo di rimozione della nostra infinita responsabilità. Anche gli Stati sono troppo spesso i contenitori dell’accidia, un’inoperosità davanti alle sfide più coinvolgenti. La responsabilità è nelle decisioni non prese per indifferenza e per pigrizia che si traduce in violazione di diritti umani fondamentali.
Sessione I: Il diritto alla salute
- Commissione Europea, EAD: comunicazione informale e strategie di Rete, le chiavi della Campagna AZIONE SULLA DROGA - Affabulazione - I Parchi Letterari Publio Virgilio Marone
- Lotta all’HIV/AIDS, obiettivo del millennio – M. Simonelli, ActionAid Italia
- La Salute materno infantile: progetto sull’acido folico – F. M. Abenavoli, Smile Train Italia
- Modello di consenso informato nel mondo islamico - F. Toppetti, Smile Train Italia
- Il Disagio Mentale - L. Attenasio, ASL RMC
- ll Demone Meridiano: la Medicina tra Umanizzazione e Tecnologia - T. Cantelmi, AIPPC Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici
- La libertà della scienza: un fattore sottovalutato dalla dottrina dei Diritti Umani - G. Corbellini, Associazione Luca Coscioni
- Il diritto alla salute dei malati senza diagnosi - C. Rossetti, AISA – Associazione Italiana per la Lotta alle Sindromi Atassiche
- La cittadinanza come risorsa per la difesa dell'universalità - A. Terzi, Cittadinanza Attiva
- Diritto alla salute: a rischio con il federalismo? - Sen. L. A. D’Ubaldo
PATROCINI:
Parlamento Europeo, Comune di Roma, Consiglio Regionale Abruzzo, Consiglio Regionale del Lazio, Consiglio Regionale della Basilicata, Consiglio Regionale della Campania, Consiglio Regionale delle Marche, Consiglio Regionale Liguria, Consiglio Regionale Toscana, Provincia di Roma, Regione Abruzzo, Regione Autonoma Trentino Alto Adige, Regione Basilicata, Regione Emilia Romagna, Regione Lazio, Regione Umbria, Regione Puglia, Regione Veneto