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L' ITALIA NEL MIRINO

 Comunicato Stampa

Ce.A.S. – Centro Alti Studi per la lotta contro la violenza politica e il terrorismo
 
Gli attentati terroristici che ultimamente hanno colpito con maggior frequenza gli italiani non sono singole azione circoscritte, ma “seguono con regolarità una precisa escalation che continuerà nei prossimi mesi”, afferma Alessandro Ceci responsabile scientifico del Ce.A.S. – Centro Alti Studi per la lotta contro la violenza politica e il terrorismo. Si tratta di un istituto molto qualificato che spesso ha anticipato con puntualità gli attentati terroristici che hanno ormai colorato il nostro calendario con drammatiche ricorrenze. “Al Parco Scientifico – Campus “Selva dei Pini” di Pomezia – dove lavoriamo teniamo ormai sotto monitoraggio alcuni indicatori significativi. Non ci è sfuggito, ad esempio, che l’esplosivo usato contro la caserma di Milano sia lo stesso usato nell’attento di Londra. Non ci è sfuggito che la frequenza delle aggressioni agli italiani sia cresciuta notevolmente in corrispondenza della variazione nella politica estera del nostro paese. E non ci sfugge che le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, per quanto giuste e giustificate, oggettivamente pongono l’Italia in una condizione di più alto rischio bomba; sebbene ritengo che un attentato eclatante sia stato già da tempo programmato e che quanto avvenuto ai contingenti militari negli ultimi mesi non sia che una preparazione generale spontanea”. 
 
La dichiarazione di Alessandro Ceci non è naturalmente il prodotto di una intuizione estemporanea. A Pomezia, dentro il Campus Universitario di quella città, il Ce.A.S. ha improntato un vero e proprio laboratorio di analisti strategici sul terrorismo che ha già anticipato, grazie ad un apposito modello metodologico perfettamente funzionate, altri clamorosi attentati terroristici. Alfredo Graziano D’Ascoli, responsabile di quella Unit di ricerca, conferma: “se l’esplosivo è lo stesso vuol dire che c’è qualcuno in grado di rifornirlo in modo organizzato e che quindi non si tratta di attentati improvvisati, ma strutturati a livello tattico e deliberati a livello strategico. Tra l’altro normalmente si usa lo stesso esplosivo perché si è stati addestrati a maneggiarlo e quindi qualcuno ha organizzato appositi corsi di specializzazione”. Naturalmente dove e quando questo attentato avverrà è molto difficile stabilire. I tempi di preparazione di una attento terroristico da parte di terroristi di matrice islamica è molto diverso a quello a cui eravamo tradizionalmente preparati. “Spesso – afferma il sen. Maurizio Calvi, presidente del Ce.A.S. – non sono state collegate le motivazioni di un attentato con la sua effettiva esplosione perché i terroristi islamici operano con una lentezza non programmabile. Nella nostra tradizionale percezione politica c’è uno sfasamento temporale tra le dichiarazioni  e le azioni militanti. Forse quindi non avremmo una aggressione domani mattina, ma è bene alzare la guardia prima di tutto nei luoghi di grande transito (come ad esempio nelle stazioni delle grandi aree metropolitane) e poi nei siti strategici istituzionali; anche se il terrorismo stragista si rivolge raramente ai simboli politici quanto più ai simboli sociali per propagare un panico incontrollato tra la popolazione civile”.
 
Gli analisti del Ce.A.S. specificano di non voler procurare un allarmismo incontrollato. La loro dichiarazione è finalizzata a informare le istituzioni italiane e i cittadini che “i tre indicatori prevalenti di questa nuova tipologia di terroristi ologrammatici – conclude Ceci – cioè la continuità organizzativa, la situazione politica e la ricorrenza conflittuale, sono in notevole fibrillazione, in uno stato di alterazione che induce qualche preoccupazione”.