Eta-islamici: quali differenzeBombe tra i turisti. L'analisi di Alessandro Ceci, responsabile scientifico del centro alti studi sul terrorismo.31 luglio 2009
Intervista di Antonio Iovane
|
|
La conquista delle menti e dei cuori:
Il soft power nel contrasto al jihadismo globale
Interventi
|
Altri formati disponibili: Streaming MP3
Dopo 3 settimane i file cessano di essere scaricabili.
|
||||||||||
«Il leader ologrammatico: la nuova struttura organizzativa di Al Qaeda»:
Gli ultimi due anni di attività di Bin Laden
Roma, 12 dicembre 2003 - Il Centro Alti Studi per la lotta al terrorismo e alla violenza politica (Ceas), presenta un nuovo studio dal titolo: "Il leader ologrammatico: la nuova struttura organizzativa di Al Qaeda". In esame gli ultimi due anni dell'organizzazione che fa capo a Osama Bin Laden.
Interventi |
Terrorismo: Parlare con il nemico.
Rischi e opportunità del dialogo e del negoziato nelle strategie di contrasto al terrorismo
(prima sessione)
Terrorismo: Parlare con il nemico.
Rischi e opportunità del dialogo e del negoziato nelle strategie di contrasto al terrorismo
(seconda sessione)
Roma, 15 novembre 2003 - Seconda sessione del convegno dal titolo "Parlare con il nemico: Rischi e opportunità del dialogo e del negoziato nelle strategie di contrasto al terrorismo", organizzato da Center for the Study of Terrorism and Political Violence (CeAS); Link Campus University of Malta, the Institute of Criminology of The University of Rome; the Gino Germani Research Center. Tra gli obiettivi del dibattito le possibilità di affrontare l'insorgenza del terrorismo attraverso il dialogo, la comunicazione e la negoziazione con i gruppi armati.
Terrorismo: Presentazione del libro di Ferdinando Imposimato
«Terrorismo Internazionale - La verità nascosta»
Roma, 4 dicembre 2002 - Presso la sala del Cenacolo nei palazzi della Camera dei Deputati si è svolta la presentazione del libro del giudice Ferdinando Imposimato dal titolo "Terrorismo internazionale - La verità nascosta". Hanno partecipato al dibattito, coordinati da Pietro Di Pasquale, il ministro per i rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi, l'on. Vincenzo Siniscalchi, Giuseppe Pisauro, penalista, Francesco Sidoti, criminologo.
Per capire la crisi seguita all'11 settembre il giudice Imposimato invita a partire dai fatti. Un fatto è che la guerra sta per iniziare. Ed è un fatto che non c'è chiarezza relativamente a chi è veramente intenzionato a combattere il terrorismo. In particolare, per il giudice che svolse molte delle inchieste sul terrorismo brigatista in Italia negli anni Settanta, alcuni dei paesi che partecipano all'alleanza contro il terrorismo hanno un comportamento ambiguo.
L'esempio italiano
Tale ambiguità nasce da molti elementi. Imposimato teme da un lato la doppiezza delle politica estera di stati come l'Arabia Saudita e il Pakistan e d'altra parte ricorda come con il terrorismo in Italia negli anni Settanta si verificarono pericolosi intrecci tra le posizioni ufficiali di alcuni stati a fronte delle operazioni dei loro servizi segreti nel nostro territorio.
In ogni caso è evidente che Saddam Hussein vuole l'atomica e favorisce il terrorismo internazionale. Uno dei gravi problemi per l'Occidente, secondo Imposimato, è tra l'altro il rischio della radicalizzazione del conflitto sotto l'aspetto religioso.
Un altro fatto è che la rete internazionale del terrorismo esiste e prima dell'11/9 aveva basi in tutta Europa ed anche in Italia. Occorre dunque attrezzarsi e prendere come riferimento la lotta che il nostro paese ha condotto negli scorsi decenni contro le Brigate Rosse, ed avviare nel contempo una risposta politica al conflitto ad esempio con una nuova forma di governo mondiale.
La proposta del Prt per l'Organizzazione Mondiale delle Democrazie
Pietro Di Pasquale ricorda che in questo senso esiste già il riferimento della proposta del Partito Radicale Transnazionale per l'Organizzazione Mondiale della Democrazia e delle Democrazie.
Anche l'avvocato Pisauro invita da parte sua ad uscire dagli equivoci e chiarire gli scenari ideologici che si profilano nell'ambito della guerra al terrorismo internazionale. Relativamente alla pericolosità dell'islamismo, che altra cosa è dall'islam, Pisauro ricorda un messaggio che l'ayatollah Khomeini rivolse a Gorbaciov alla fine degli anni Ottanta. Il leader dell'islamismo iraniano affermava che il Pcus e il marxismo erano "ferri vecchi" per abbattere il "potere malevolo dell'Occidente".
Secondo Giuseppe Pisauro da lì si può intravedere l'intenzione pienamente realizzata oggi dell'islamismo di porsi come guida nell'attacco all'Occidente. Non è inoltre da sottovalutare quanto sostenuto nelle rivendicazioni Br degli omicidi Biagi e D'Antona in cui si sostiene a chiare lettere la disponibilità a fare del terrorismo italiano una base di riferimento dell'islamismo in Europa. Inutile e dannoso in questo senso trincerarsi dietro ad un miope pacifismo.
41bis: finalità esclusivamente mediatica
Siniscalchi invita a riflettere sul rapporto tra diritti e sicurezza dopo l'11/9 e ricorda come misure quali il 41bis in Italia abbiano di fatto una funzione e una finalità esclusivamente mediatica a fronte di una assoluta inadeguatezza sul piano degli effetti reali di sicurezza.
Il ministro Giovanardi invita infine ad evitare i rischi contenuti nelle interpretazioni dietrologiche della storia e dei fatti di cronaca, suggerendo opportuni distinguo nella costruzione delle tesi pur necessarie per capire la crisi in corso.
Interventi
|
Dopo 3 settimane i file cessano di essere scaricabili.
|


