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Media Terrorismo

Inchiesta Castro - D'Ascoli

 


 

Eta-islamici: quali differenze

Bombe tra i turisti. L'analisi di Alessandro Ceci, responsabile scientifico del centro alti studi sul terrorismo.

31 luglio 2009

 

Intervista di Antonio Iovane

 

tv.repubblica.it

 

 


La conquista delle menti e dei cuori:

Il soft power nel contrasto al jihadismo globale

promosso nei giorni 28, 29 e 30 novembre 2007 in collaborazione con il Centro Alti Studi per la lotta al terrorismo e alla violenza politica Ce.A.S., nell’ambito delle iniziative su Terrore e democrazia, e che si avvale del contributo di Link Campus University of Malta, Centro Studi Gino Germani, Università Roma Tre, Università degli Studi di Enna Kore e Institute for Counter-Terrorism (ICT) Herzlyia - Israel
 

Interventi

  • Riproduci nel player

    Sergio Germani

    direttore del Centro Studi "Gino Germani"

    09:312' 21"
    coordinatore
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    Maurizio Calvi

    presidente del Ce.A.S.

    09:343' 40"
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    Franco Frattini

    vicepresidente della Commissione Europea

    commissario alla Giustizia, Libertà e Sicurezza
    09:3736' 19"
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    Martin Mansergh

    senatore della Repubblica Irlandese

    10:1416' 21"
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    Antonello Vitale

    Generale di divisione, AISE
    10:3022' 33"
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    Sandro Menichelli

    direttore della Divisione Relazioni Internazionali
    e Associazionismo Islamico
    10:5319' 53"
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    Marco Rosi

    comandante Reparto

    Anti Eversione ROS Carabinieri
    11:1219' 26"
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    Bruno Buratti

    comandante del nucleo

    speciale di Polizia Valutaria GdF
    11:3216' 47"
  • Riproduci nel player

    Maurizio Calvi

    Altri eventi con oratore Maurizio Calvi

    presidente del Ce.A.S.
    11:492' 32"
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    Gianfranco Fini

    presidente nazionale (AN)

    11:5127' 13"
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    Franco Ionta

    capo Pool Antiterrorismo Procura Roma

    12:1819' 59"
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    Mauro Del Vecchio

    Stato Maggiore Difesa, Comandante COI

    12:3818' 53"
  • pausa pranzo

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    Piero Di Pasquale

    giornalista

    14:252' 21"

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    Magdi Allam

    editorialista, scrittore e vicedirettore del Corriere della Sera

    14:2716' 17"

  • Riproduci nel player

    riproduzione di brevi messaggi audio di Osama Bin Laden

    Umberto Rapetto

    comandante del nucleo speciale

    frodi telematiche della Guardia di Finanza

    14:4326' 7"

  • pausa cambio presidenza

  • tavola rotonda

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    Piero Di Pasquale

    giornalista

    15:272' 34"

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    Carlo Pelanda

    CoDirettore Globis Center, University of Georgia, USA

    15:3032' 6"

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    Valeria Fiorani Piacentini

    docente di Storia e Istituzioni del Mondo

    Musulmano alla Università Cattolica di Milano

    16:0214' 0"

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    proiezione di un filmato

    Zouhir Louassini

    scrittore, giornalista Rai

    16:1614' 23"

     

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    Andrea Margelletti

    presidente Ce.S.I.

    16:3012' 24"

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    Rosario Priore

    magistrato

    componente Comitato Scientifico Ce.A.S.

    16:4314' 6"

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    Stefano Dambruoso

    sostituto Procuratore

    Procura della Repubblica di Milano

    16:576' 13"

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    Marco Verzaschi

    sottosegretario Ministero della Difesa

    17:0317' 14"

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    domande del pubblico

    Carlo Pelanda

    CoDirettore Globis Center, University of Georgia, USA

    Piero Di Pasquale

    giornalista

    Stefano Dambruoso

    sostituto Procuratore, Procura della Repubblica di Milano

    17:2018' 35"

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    Sergio Germani

    direttore del Centro Studi "Gino Germani"

    17:3910' 40"

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    Maurizio Calvi

    presidente del Ce.A.S.

    17:507' 17"

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    Francesco D'arrigo

    Altri eventi con oratore Francesco D'arrigo

    segretario generale Ce.A.S.
    17:574' 23"

 

  Altri formati disponibili:  Streaming MP3

  Durata: 7h 2' 45"
  Organizzatori
  GenereConvegno
  SchedaFabio Arena
  LicenzaCreative Commons
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«Il leader ologrammatico: la nuova struttura organizzativa di Al Qaeda»:

Gli ultimi due anni di attività di Bin Laden

Roma, 12 dicembre 2003 - Il Centro Alti Studi per la lotta al terrorismo e alla violenza politica (Ceas), presenta un nuovo studio dal titolo: "Il leader ologrammatico: la nuova struttura organizzativa di Al Qaeda". In esame gli ultimi due anni dell'organizzazione che fa capo a Osama Bin Laden.

Interventi

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    Vincenzo Scotti

    rettore Link Campus Università di Malta

    00:005' 16"
    Indice
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    Alessandro Ceci, membro scientifico Ce.A.S.

    00:0542' 39"
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    Maurizio Calvi, Presidente Ce.A.S.

    00:474' 17"

Durata: 52' 12"
Licenza: Creative Commons
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Terrorismo: Parlare con il nemico.

Rischi e opportunità del dialogo e del negoziato nelle strategie di contrasto al terrorismo

(prima sessione)

 
Roma, 15 novembre 2003 - Prima sessione del convegno dal titolo "Parlare con il nemico: Rischi e opportunità del dialogo e del negoziato nelle strategie di contrasto al terrorismo", organizzato da Center for the Study of Terrorism and Political Violence (CeAS); Link Campus University of Malta, the Institute of Criminology of The University of Rome; the Gino Germani Research Center. Tra gli obiettivi del dibattito le possibilità di affrontare l'insorgenza del terrorismo attraverso il dialogo, la comunicazione e la negoziazione con i gruppi armati.

Interventi

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    Francesco Bruno,criminologo

    direttore Master in Scienze forensi

    00:002' 48" Introduzione
     
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    Sergio Germani, coordina

    00:021' 6"
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    Vincenzo Scotti

    Link Campus University

    00:0314' 41"
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    Maurizio Calvi

    presidente CeAS

    00:1830' 59"
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    Sergio Germani

    00:4931"
    Theoretical Considerations on Dialogue and Negotiation with Terrorists
     
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    William Zartman, Johns Hopkins School

    of Advanced International Studies, Washington DC

    00:5023' 22"
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    Sergio Germani

    01:132' 11"
    The Strategy of Dialogue and Negotiation with
    Insurgent and Terrorist Groups in Northern Ireland
     
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    Martin Mansergh, senator of the Irish Republic

    01:1529' 37"
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    Sergio Germani

    01:5059"
    Communication and Dialogue with Terrorist Groups in the Context
    of the Israeli-Palestinian Peace Process:
    Opportunities and Limiting Factors
     
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    Mario Sznajder, Hebrew University of Jerusalem

    01:5129' 5"
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    Sergio Germani

    02:201' 12"
    The Role of Dialogue in Countering Islamic Extremism in
    Palestinian Society
     
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    Mohammad Dajani, università Al-Quds

    Gerusalemme

    02:2218' 10"
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    Dibattito conclusivo

    02:4033' 38"

Durata: 3h 13' 48"
Licenza: Creative Commons
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Terrorismo: Parlare con il nemico.

Rischi e opportunità del dialogo e del negoziato nelle strategie di contrasto al terrorismo

(seconda sessione)

 Roma, 15 novembre 2003 - Seconda sessione del convegno dal titolo "Parlare con il nemico: Rischi e opportunità del dialogo e del negoziato nelle strategie di contrasto al terrorismo", organizzato da Center for the Study of Terrorism and Political Violence (CeAS); Link Campus University of Malta, the Institute of Criminology of The University of Rome; the Gino Germani Research Center. Tra gli obiettivi del dibattito le possibilità di affrontare l'insorgenza del terrorismo attraverso il dialogo, la comunicazione e la negoziazione con i gruppi armati.

Interventi

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    Gianni Ricci, coordina

    00:002' 25"
    Introduzione
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    Alessandro Ceci

    direttore scientifico CeAS

    00:029' 5"
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    Francesco Bruno

    criminologo

    direttore Master in Scienze forensi

    00:1417' 49"
    Talking to Terrorists: The Psychological Dimension
     
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    Simonetta Costanzo

    Università degli Studi della Calabria

    00:329' 24"
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    Gianni Ricci

    00:414' 11"
    Negotiating with Insurgents and «narco-terrorist»
    groups: the Colombian experience
     
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    Fabio Valencia Cossio

    Colombian Ambassador in Italy

    00:4533' 28"
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    Gianni Ricci

    01:192' 56"
    Negotiating with Insurgents and «narco-terrorist» groups:
    the Indian Experience
     
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    Gurjit Singh

    Deputy Chief of Mission, Ambasciata dell'India

    01:2227' 4"
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    Gianni Ricci

    01:492' 39"
    La strategia europea contro l'insorgenza terroristica
    e i conflitti armati locali
     
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    Mauro Palma

    presidente del Comitato Europeo

    per la prevenzione della Tortura

    01:5125' 43"
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    Francesco Bruno, introduce

    02:204' 40"
    Tavola rotonda: Casi di Negoziazione con i Terroristi. L'esperienza italiana
     
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    Giancarlo Nivoli

    presidente società Italiana Psichiatria Forense

    modera

    02:251' 57"
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    Ferdinando Imposimato

    magistrato

    02:276' 33"
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    Rosario Priore

    magistrato

    02:338' 26"
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    Elio Ramondini, magistrato

    02:427' 21"
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    Dibattito e repliche

    alle domande del pubblico

    02:491h 3' 29"

Durata: 3h 52' 56"
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Terrorismo: Presentazione del libro di Ferdinando Imposimato

«Terrorismo Internazionale - La verità nascosta»

 

Imposimato presenta il suo libro sul terrorismo ed invita a studiare l'esperienza maturata in Italia nella lotta alle Brigate Rosse

Roma, 4 dicembre 2002 - Presso la sala del Cenacolo nei palazzi della Camera dei Deputati si è svolta la presentazione del libro del giudice Ferdinando Imposimato dal titolo "Terrorismo internazionale - La verità nascosta". Hanno partecipato al dibattito, coordinati da Pietro Di Pasquale, il ministro per i rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi, l'on. Vincenzo Siniscalchi, Giuseppe Pisauro, penalista, Francesco Sidoti, criminologo.

Per capire la crisi seguita all'11 settembre il giudice Imposimato invita a partire dai fatti. Un fatto è che la guerra sta per iniziare. Ed è un fatto che non c'è chiarezza relativamente a chi è veramente intenzionato a combattere il terrorismo. In particolare, per il giudice che svolse molte delle inchieste sul terrorismo brigatista in Italia negli anni Settanta, alcuni dei paesi che partecipano all'alleanza contro il terrorismo hanno un comportamento ambiguo.

L'esempio italiano

Tale ambiguità nasce da molti elementi. Imposimato teme da un lato la doppiezza delle politica estera di stati come l'Arabia Saudita e il Pakistan e d'altra parte ricorda come con il terrorismo in Italia negli anni Settanta si verificarono pericolosi intrecci tra le posizioni ufficiali di alcuni stati a fronte delle operazioni dei loro servizi segreti nel nostro territorio.

In ogni caso è evidente che Saddam Hussein vuole l'atomica e favorisce il terrorismo internazionale. Uno dei gravi problemi per l'Occidente, secondo Imposimato, è tra l'altro il rischio della radicalizzazione del conflitto sotto l'aspetto religioso.

Un altro fatto è che la rete internazionale del terrorismo esiste e prima dell'11/9 aveva basi in tutta Europa ed anche in Italia. Occorre dunque attrezzarsi e prendere come riferimento la lotta che il nostro paese ha condotto negli scorsi decenni contro le Brigate Rosse, ed avviare nel contempo una risposta politica al conflitto ad esempio con una nuova forma di governo mondiale.

La proposta del Prt per l'Organizzazione Mondiale delle Democrazie

Pietro Di Pasquale ricorda che in questo senso esiste già il riferimento della proposta del Partito Radicale Transnazionale per l'Organizzazione Mondiale della Democrazia e delle Democrazie.

Anche l'avvocato Pisauro invita da parte sua ad uscire dagli equivoci e chiarire gli scenari ideologici che si profilano nell'ambito della guerra al terrorismo internazionale. Relativamente alla pericolosità dell'islamismo, che altra cosa è dall'islam, Pisauro ricorda un messaggio che l'ayatollah Khomeini rivolse a Gorbaciov alla fine degli anni Ottanta. Il leader dell'islamismo iraniano affermava che il Pcus e il marxismo erano "ferri vecchi" per abbattere il "potere malevolo dell'Occidente".

Secondo Giuseppe Pisauro da lì si può intravedere l'intenzione pienamente realizzata oggi dell'islamismo di porsi come guida nell'attacco all'Occidente. Non è inoltre da sottovalutare quanto sostenuto nelle rivendicazioni Br degli omicidi Biagi e D'Antona in cui si sostiene a chiare lettere la disponibilità a fare del terrorismo italiano una base di riferimento dell'islamismo in Europa. Inutile e dannoso in questo senso trincerarsi dietro ad un miope pacifismo.

41bis: finalità esclusivamente mediatica

Siniscalchi invita a riflettere sul rapporto tra diritti e sicurezza dopo l'11/9 e ricorda come misure quali il 41bis in Italia abbiano di fatto una funzione e una finalità esclusivamente mediatica a fronte di una assoluta inadeguatezza sul piano degli effetti reali di sicurezza.

Il ministro Giovanardi invita infine ad evitare i rischi contenuti nelle interpretazioni dietrologiche della storia e dei fatti di cronaca, suggerendo opportuni distinguo nella costruzione delle tesi pur necessarie per capire la crisi in corso.

Interventi

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    Piero Di Pasquale

    giornalista, modera

    00:004' 57"
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    Carlo Giovanardi

    ministro per i rapporti con il Parlamento

    00:048' 28"
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    Francesco Sidoti

    criminologo

    00:1324' 48"
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    Vincenzo Siniscalchi

    deputato Ds

    00:3823' 25"
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    Giuseppe Pisauro

    penalista

    01:0113' 57"
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    Ferdinando Imposimato

    01:1525' 4"
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    Domande

    01:4011' 28"
    Interventi dal pubblico
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    Ferdinando Imposimato

    01:523' 48"
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    Nicola Terracciano

    Università degli Studi di Napoli "Federico II"

    01:553' 38"
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    Ferdinando Imposimato

    01:595' 19"
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    Giuseppe Pisauro

    02:045' 54"

 

Durata: 2h 10' 46"
Licenza: Creative Commons
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